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Tre giorni tra i ricordi, 2a puntata, Gola del Brunel
Seconda puntata dell'Alpine Ice Tour in Val Pellice, una giornata con Marco e Mirella Conti, Elio Bonfanti, Enrico Messina, Roby Boulard ed Ezio Marlier nelle Gole del Brunel: "Sembra Natale per quanto nevica, ma almeno non tira vento, la regia di Ezio e la supervisione di Elio sono severe ma necessarie per documentare al meglio questa autentica “perla” della valle; scattano le prime timide picozzate, si cercano le posture, l'inquadratura giusta, d'effetto, poi la giornata si stempera, e di lì a poco saliamo tutto quanto è scalabile in un delirio di festa assoluto...”.
Alpine Ice Tour

Seconda puntata dell'Alpine Ice Tour in Val Pellice, una giornata con Marco e Mirella Conti, Elio Bonfanti, Enrico Messina, Roby Bouvar ed Ezio Marlier nelle Gole del Brunel: "Sembra Natale per quanto nevica, ma almeno non tira vento, la regia di Ezio e la supervisione di Elio sono severe ma necessarie per documentare al meglio questa autentica “perla” della valle; scattano le prime timide picozzate, si cercano le posture, l'inquadratura giusta, d'effetto, poi la giornata si stempera, e di lì a poco saliamo tutto quanto è scalabile in un delirio di festa assoluto...”.

Sabato 18 febbraio

Partia d'Amount, come d'altronde molte delle cascate poste sulla sinistra orografica della valle, è sovrastata da grandi pendii valangosi; per tutta la notte ha tirato un vento imperioso e purtroppo continua a nevicare. Non ci resta che abbassarsi verso gli altri settori posti più a valle. Tra gli scopi dell'Alpine Ice tour c'è sì, quello principale di far conoscere le valli alpine e le sue cascate più belle, ma sempre restando vigili sulle effettive condizioni e previdenti nel rispetto dei pericoli oggettivi che la pratica di questo sport impone.

...Passiamo in rassegna il Pis, poi è la volta del Mirabouc, qui scattiamo le foto di rito a ricordo della prima salita su cascata della Val Pellice; Roby si ferma un attimo, non può fare a meno di raccontarci quella terribile esperienza, non tanto per la salita in se o per le difficoltà incontrate, ma nell'agghiacciante ricordo di quegli attimi che seguirono la violenta scossa di terremoto, (così scoprirono più tardi) lui e Gianni, pensarono che l'intera struttura stesse precipitando insieme e loro attaccati ad essa...

Ci abbassiamo ancora sino a raggiungere la meravigliosa gola del Brunel... Un anfiteatro naturale di quinte rocciose, ghiaccio e candele sospese che può soddisfare qualsiasi arrampicatore, dal principiante all'ice-climber più esigente. L'ambiente è rilassante, e privo di qualsiasi pericolo oggettivo importante, la quota è relativamente bassa ed il ghiaccio sempre di buona qualità, in annate come questa, di freddo intenso e precoce, può resistere anche per più di due mesi.

...Sembra Natale per quanto nevica, ma almeno non tira vento, la regia di Ezio e la supervisione di Elio sono severe ma necessarie per documentare al meglio questa autentica “perla” della valle; scattano le prime timide picozzate, si cercano le posture, l'inquadratura giusta, d'effetto, poi la giornata si stempera, e di lì a poco saliamo tutto quanto è scalabile in un delirio di festa assoluto, non si riescono a stringere i denti nemmeno sui muri più impegnativi tante sono le risate e le battute che si sprecano nella gola... E' la saga degli ultra 40enni; Roby danza leggero sul primo muro di Radiografia, con le “Monster” nelle mani che intaccano precise la superficie gelata, sono passati più di vent'anni, e l'ice-six nella sinistra ed il martello Chacal per poterci poi appendere e chiodare sembrano oggi preistoria...

Enrico è bardato come un signorotto d'altri tempi con il Galibier antico sulla testa e le ghette azzurre ai polpacci, il suo salire è leggero, fine ed elegante come i suoi lineamenti che non lasciano intendere i cinquant'anni suonati da tempo, anche lui sono più di vent'anni che “piccozza” cascate tutti gli inverni con un debole per le vicine valli pinerolesi. Gli si illuminano gli occhi quando ci parla delle “sue” cascate che conserva gelosamente nei ricordi e ne illustra ogni tiro come fossero creature.. E' lui, per la gioia dei presenti, il più “beccato”; piemontesissimo di origine ma con un cognome che induce a dubbie origini, fa da capro espiatorio in quest'indimenticabile pomeriggio di febbraio. .”nonno Enri”, “Turi Messina”, “Totò” gli appellativi si sprecano, in una farsa di aneddoti burleschi e doppi sensi che non sembra aver fine… “Franci” osserva scioccato tra una mulinette e l'altra, esterefatto di così tanta allegria e spensieratezza in mezzo a Guide affermate ed accademici seriosi…

Più a destra oltre una quinta rocciosa a picco sul rio Crosenna, c'è il settore dei “mostri”, un susseguirsi di frange e candele gelate sospese dall'aspetto inquietante, poi, infine a chiudere la barriera, la bellissima “Ciao Marco” in ricordo del fortissimo scalatore Lusernese caduto alla parete di Mugniva.

...Per un attimo avrei voluto togliermi un antico sassolino, e raccontare a Roby che “Ciao Marco” gliel'avevo “rubata” sotto il naso a sua insaputa, dieci giorni prima dell'effettiva salita da lui dichiarata... ma oggi è troppo bello scalare non c'è tempo per stupidaggini del genere, la cascata è là in fondo alla gola che aspetta ad ogni inverno il “primo” salitore...

Il “must” della gola è una bellissima candela salita già parecchi anni fa e posta al centro della parete; Elio la risolve dal basso con stile impeccabile, il nome è un programma: “N'oublie pas que tu est un tapette”, o forse più semplicemente Candelone di sinistra, ma che importa, è un tiro bellissimo con alcuni passi molto fisici; per chi non se la sentisse, Roby ha pensato a tutto, e con una lunga statica sempre in loco, è possibile provarla in moulinette… (verificarne prima lo scorrimento!).

...Anche Mirella, oggi non molla, è leggera e grandiosa su quel muro che a tratti strapiomba, e dopo vent'anni di ghiaccio, bollite, freddo e salite d'ogni genere mi chiedo sempre come non abbia ancora fatto a mandarmi definitivamente a quel paese... Per lei oggi, è tutto un complimento a doppi sens.i.. Ezio è in gran forma ed in coppia con Elio non perdono occasione per elogiarne qualità e doti extra-arrampicatorie...

Finalmente la neve dà un attimo di tregua, la luce si fa più livida mentre la superficie del ghiaccio muta in riflessi madreperla. La temperatura scende e l'acqua sembra interrompere il suo lento stillicidio verso il basso, siamo infreddoliti e contenti come bambini, Ezio si fuma l'ennesima sigaretta soddisfatto, lentamente raccogliamo le corde fradice e pesanti e ci avviamo verso le auto, increduli, sognatori di sempre...


di Marco Conti


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