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Il ghiaccio delle Giulie
L'Alpine Ice Tour approda nel profondo, affascinate, sconosciuto mondo delle Alpi Giulie. Con Luca Vuerich, Leila Meroi e Michele Martina alla scoperta del silenzioso Nord Est e delle sue emozioni: Il ghiaccio mi ha sempre affascinato fino a che, un giorno, decisi di provare a salire le sue linee effimere. La prima avventura fu un po' rocambolesca: due vecchie piccozze di mio padre, sei viti al titanio (che mio padre aveva comprato in Russia durante una spedizione) e un paio di ramponi che, fra l'altro, mi si spaccarono a metà dell'ultimo tiro...
Alpine Ice Tour

L'Alpine Ice Tour approda nel profondo, affascinate, sconosciuto mondo delle Alpi Giulie. Con Luca Vuerich, Leila Meroi e Michele Martina alla scoperta del silenzioso Nord Est e delle sue emozioni: Il ghiaccio mi ha sempre affascinato fino a che, un giorno, decisi di provare a salire le sue linee effimere. La prima avventura fu un po' rocambolesca: due vecchie piccozze di mio padre, sei viti al titanio (che mio padre aveva comprato in Russia durante una spedizione) e un paio di ramponi che, fra l'altro, mi si spaccarono a metà dell'ultimo tiro...

Martedì 28 Febbraio.

Ore 08:00 Valbruna. Ezio è già pronto: il motore del suo pick-up è acceso, caffè e via… Sono circa tre mesi che aspetto questa visita; era fine novembre quando mi telefonò, proponendomi di partecipare all'Alpine Ice Tour. Un progetto ambizioso e succulento al tempo stesso: mettere a disposizione la mia passione per il ghiaccio e condividerla con tutti coloro che hanno voglia di conoscerla. Purtroppo in quest'ultimo periodo il ghiaccio ha risentito del cambio di clima; una settimana di caldo e neve mi hanno fatto temere che non se ne facesse più niente. Così per fortuna non è stato.

Siamo diretti in Slovenia. Con noi ci sono anche Leila, la mia ragazza e Michele, amico e compagno di cordata. Oggi per lei è un giorno importante, la sua prima cascata; è emozionata e curiosa al tempo stesso e mi sembra di rivivere la stesse sensazioni della mia prima volta.
Il ghiaccio mi ha sempre affascinato fino a che, un giorno, decisi di provare a salire le sue linee effimere. La prima avventura fu un po' rocambolesca: due vecchie piccozze di mio padre, sei viti al titanio (che mio padre aveva comprato in Russia durante una spedizione) e un paio di ramponi che, fra l'altro, mi si spaccarono a metà dell'ultimo tiro. Il primo saliva e poi calava le picche. Era tutto al limite della sicurezza. Ricordo con un sorriso questa mia prima avventura… poi fortunatamente conobbi Romano e Nives (ndr la coppia Benet e Meroi), i quali mi “diedero un'inquadrata”: se è con mio padre che ho mosso i primi passi in montagna, di certo è a questi ultimi che devo l'aver affinato le mie capacità.

Meta della nostra “gita” è il Prisoinik, una serie di cascate poste a un quarto d'ora dalla strada. La giornata è stupenda e noi siamo carichi. Ci spariamo su per i tornanti che portano all'attacco della parete: c'è un sacco di neve fresca e noi ci divertiamo a far sculettare la macchina ascoltando a pieno volume i Contrasto (il gruppo metal in cui suona Michele). Il nostro arrivo al parcheggio coincide con una slavina in parete. Inutile dire che è meglio lasciar perdere. Siamo qua per divertirci.

Saltiamo in macchina e torniamo in Italia, destinazione Cave del Predil. Lì ci aspetta una bella cascata al sole, il posto ideale per far cominciare Leila. Scarichiamo la macchina e in cinque minuti siamo all'attacco. Fortunatamente qui non tira un filo di vento e il sole caldo che illumina il ghiaccio rende la cosa ancor più divertente. Per essere la prima cascata Leila prende subito confidenza col ghiaccio. Non vorrebbe più smettere…abbiamo fatto ammalare anche lei!

Il clima è molto rilassato: noi scaliamo ed Ezio ci scatta qualche foto e fa qualche ripresa. Una volta finito di arrampicare decidiamo di spostarci per raggiungere un'altra bella cascata poco distante. Questa si trova proprio ai bordi del paese; già dalla strada vediamo che le condizioni sono buone ed in cinque minuti siamo di nuovo pronti. Nonostante il caldo dei giorni passati il ghiaccio ha tenuto molto bene, anzi, si sono formate delle strane fessure dove corre l'acqua, uno spettacolo unico.

Sono le tre ed è ora di scendere. Decidiamo per un buon bicchiere di vino a Cave. Città cresciuta su una miniera, fu negli anni Cinquanta che conobbe il suo periodo di massimo lustro. All'epoca vivevano qui ben 5000 persone ed è qui che fu costituita una delle prime squadre di Soccorso Alpino in Italia, nel 1954. Grandi i nomi dell'alpinismo che gli diedero vita, da Cirillo Floreanini (che partecipò, proprio in quell'anno, alla spedizione al K2) a Ignazio Piussi (il famoso “ladro di montagne”, a quel tempo uno dei più forti alpinisti italiani).

Una volta “reidratati” ci spostiamo a Valbruna, dall'amica Cristina Meschnig, titolare del meublé “Picchio Nero”… un bel posto per Ezio dove soggiornare in questi giorni. Ad attenderci un bel piatto di affettati misti, che divoriamo in un attimo. Cogliamo l'attimo di pausa per guardare le belle foto scattate durante la giornata. È stato proprio divertente.

Dopo un'oretta di relax è il momento del metal… scendiamo nella tana di Michele: la sala prove dove, assieme agli amici Pier Giorgio Domini e Luca Vuerich (strano caso d'omonimia…) suona da ben 17 anni. E' energia allo stato puro: ci scateniamo ascoltandoli e con l'occasione Ezio ne approfitta per fare nuove riprese. Questa è stata la colonna sonora della giornata. Delle belle ore trascorse tra amici, in relax, condividendo la passione e lo spirito che ci unisce.

Oggi i pendii innevati di fresco non ci hanno permesso di affrontare alcune cascate, ma ci hanno dato un ottimo spunto per domani... free ride!

di Luca Vuerich

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Ezio Marlier
Ideatore e team manager dell’Ice Tour.
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